Centro Studi Naturopatici

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domenica 1 maggio 2011

Taoismo tra filosofia e scienza: il Tao Te ching Come guida per una vita più piena


La storia della medicina taoista inizia con la leggenda di due mitici imperatori: l'imperatore giallo Huang Di e l'imperatore rosso o divino agricoltore Shen Nong. La nascita della medicina è collegata a questi due imperatori perchè si narra che Huang Di ne stabilì i principi generali e contribuì allo sviluppo dell'agopuntura e della moxibustione, mentre Shen Nong fissò le prime conoscenze di dietetica ed erboristeria. Si racconta che Shen Nong sperimentò su di sè la natura dei cibi e
delle bevande. Ciò gli permise di apprezzare le proprietà curative di molte erbe, di scoprire molte piante medicinali e di studiare l'azione dei veleni e degli antidoti.
Questi due imperatori sono ricordati come gli autori dei due più importanti classici della medicina cinese: lo Huang Di Nei Jing o Classico di Medicina Interna dell'Imperatore Giallo e lo Shen Nong Ben Cao Jing o Classico di Materia Medica dell'Imperatore Shen Nong. Il primo è la Bibbia della teoria della medicina cinese, dell'agopuntura e della moxibustione, il secondo è il più antico trattato conosciuto di farmacoterapia. In realtà, le due opere furono compilate da autori sconosciuti nel primo millennio dell'era pre-cristiana dove furono raccolte, sintetizzate e schematizzate tutte le conoscenze tramandate dalle ere precedenti, sia oralmente che con testi scritti. In queste opere il Tao è descritto come l’origine dell’universo e dunque della materia mentre il concetto di energia si è sviluppato successivamente. Il Qi (energia) è definito come sostanza essenziale che compone l’universo : cielo, stelle, terra, vegetazioni, uomini. Per estrapolazione gli antichi taoisti hanno definito il nostro corpo come un piccolo universo. Il corpo stesso diviene riflesso della natura. I 12 meridiani principali sono grandi fiumi ed i meridiani curiosi sono laghi: quando vi è abbondanza d’acqua nei fiumi essa si riversa nei laghi, al contrario quando c’è scarsità d’acqua nei fiumi, i laghi vi riversano la loro acqua immagazzinata durante i periodi di sovrabbondanza. Gli stessi nomi cinesi dei punti di agopuntura fanno spesso riferimento alla natura. Il corpo è dunque un elemento dell’universo e, al tempo stesso, un microcosmo. Esso è costituito da diverse energie che si compongono con un ritmo preciso nel tempo. Una buona concordanza dei ritmi determina nell’uomo buona salute, una discordanza di ritmi porta a malattia. Se infine, per una ragione qualsiasi, vi è separazione avviene la morte. Finché le cose avvengono naturalmente, tutto è armonico e nulla turba l'equilibrio cosmico. Quindi L'uomo, se vuole vivere felice, deve seguire il Tao senza ostacolarlo. In questo senso, egli non deve agire, nel senso che non deve modificare l'armonia dell'universo. Se lo fa, allora non è più in accordo col Tao. Il principio della inazione (wu wei) non indica quindi il rimanere ozioso, senza far nulla, ma è piuttosto basato sul riconoscimento che l'uomo non è la sorgente di tutte le cose, ma lo è soltanto il Tao. La vita è vissuta bene solo quando l'uomo è in completa armonia con tutto l'universo e la sua azione è l'azione dell'universo che fluisce attraverso di lui. Il bene non viene compiuto dall'azione spinta dai desideri, ma dalla inazione (wu wei) che è ispirata alla semplicità del Tao;"Il Tao in eterno non agisce eppure non c'è nulla che non sia fatto". Il problema riguarda dunque il modo in cui si dovrebbe agire. La risposta è che si dovrebbe agire adottando la semplice via del Tao, non imponendo i propri desideri al mondo ma seguendo la natura stessa. L'uomo deve conoscere le leggi che regolano i mutamenti delle cose per conformarsi ad esse; conoscendo tali leggi, egli si renderà conto che è vano perseguire un fine diverso, poiché ogni cosa segue il proprio sviluppo, la propria intima legge. L'uomo deve liberarsi da ogni pensiero, passione, interesse, desiderio particolare per ritornare alla semplicità di quando era bambino; Vivere semplicemente vuol dire vivere una vita in cui è ignorato il profitto, lasciata da parte la scaltrezza, minimizzato l'egoismo, ridotti i desideri. Non bisogna cioè agire con artifici ne deformazioni ma lasciare che le cose si compiano in modo spontaneo e naturale, eliminando i desideri e lasciando che il Tao entri e ci pervada supererando così le distinzioni tra buono e cattivo. Ogni attività verrà dal Tao, e l'uomo diventerà uno col mondo. Questa è la soluzione di Lao Tzu propone nel Tao te ching al problema della felicità. È una soluzione che dipende soprattutto dal raggiungimento dell'unità col grande principio immanente della realtà, ed è perciò una soluzione mistica. Ma, in un certo senso la via Taoista per il raggiungimento della realizzazione del notro vero Sè, può darci molti spunti di riflessione su quale sia il modo migliore, anche nel ventunesimo secolo, di affrontare la nostra vita stressata e farla diventere una vita piena e degna di essere vissuta. Penso infatti che nessuna pratica salutistica, Naturopatia compresa, non possa condurci verso una vita pienamente sana se non affrontiamo un aspetto molto importante della nostra salute e cioè il nostro rapporto con noi stessi e con l'universo che ci circonda. Solo una piena consapevolezza ( non solamente razionale) del nostro Inter essere con il nostro pianeta e con le leggi che regolano il cosmo può portarci ad affrontare, con naturale serenità, anche le situazioni di disagio che possono attraversare il nostro percorso esistenziale aggiungendo salute emotiva alla salute fisica che andiamo ricercando con i percorsi salutistici che spesso ci imponiamo. Nei prossimi appunti di riflessione vorrei proporre un breve commento di alcuni passi significativi del Tao Te Ching in modo da affrontare quelle tematiche che per motivi di tempo vengono affrontate troppo poco spesso durante le consulenze ma che invece sarebbe opportuno approfondire.